Estate e colpo di calore: come riconoscerlo e cosa fare

Nei mesi estivi, quasi un quarto degli accessi in pronto soccorso è dovuto al colpo di calore, uno stress termico intenso al quale la normale capacità dell’organismo di regolare la temperatura non riesce più a far fronte.

In estate, le temperature in molte parti d’Italia raggiungono livelli di criticità e a peggiorare le cose ci saranno anche tassi di umidità che faranno percepire delle temperature ancora più alte di quelle effettivamente registrate dalle colonnine del meteo. Tutto questo caldo può portare ad un’incapacità del nostro organismo di regolare gli sbalzi termici, facendoci incorrere quindi nel colpo di calore. Vediamo come riconoscerlo e cosa fare.

Il caldo in alcuni casi può essere molto pericoloso poiché può provocare una serie di disturbi che hanno un esordio improvviso e che possono precipitare rapidamente.

Sintomi
Con il termine ipertermia si intende l’innalzamento della temperatura corporea provocato ad esempio dall’eccessivo caldo di questo periodo che porta a forti mal di testa, vertigine e stanchezza, ma non solo. Nei casi più gravi, quando cioè questi sintomi non vengono ascoltati o quando le vittime sono soggetti più deboli come anziani e bambini, può portare a perdita di coscienza e convulsioni. Quando la temperatura corporea raggiunge e supera i 40 gradi, il paziente rischia il collasso circolatorio e, nei casi più gravi, la morte. Diversamente, se l’iperpiressia (febbre alta oltre i 40 gradi) si prolunga per troppe ore, in caso di recupero, il paziente rischia di riportare danni cerebrali permanenti.

Diventa quindi importante proteggersi, perché il caldo eccessivo è molto più che un semplice fastidio. E’ bene chiarire che il colpo di calore può venire a tutti, ma ci sono delle categorie di soggetti che per età o per particolari situazioni fisiche possono essere più soggetti a subirlo, tra questi oltre ai bambini ed agli anziani, anche gli sportivi che svolgono attività fisica con delle temperature molte elevate, ma anche chi si sposta repentinamente da ambienti molto freschi o freddi a quelli dove sono presenti temperature molto alte.
I bambini e gli anziani sono più vulnerabili, perché la loro termoregolazione è meno efficiente. «Nei bambini, infatti, la superficie corporea, che con il sudore contribuisce a regolare anche la temperatura, è più ridotta», dice Antonino Reale, responsabile di pediatria dell’emergenza all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Inoltre, i più piccoli non riescono a comunicare chiaramente se hanno sete, e questo aumenta il rischio di disidratazione.

La responsabilità della cura di un colpo di calore va lasciata ai medici, quindi sempre evitare il fai da te. In ospedale il paziente viene trattato in modo da raggiungere una temperatura corporea adeguata, per il recupero totale potrebbero volerci giorni, e vengono controllati tutti i valori vitali per assicurarsi che non ci siano conseguenze.

Per evitare tutto ciò, occorre seguire dei semplici accorgimenti come quello di indossare dell’abbigliamento fresco e leggero, così come coprire il capo con un cappello, non stare in luoghi chiusi dove non c’è ricambio d’aria, meno che mai fare degli sforzi fisici. Ma la cosa più importante di tutte è quella che bisogna bere molto, preferibilmente acqua.