Eventi estate 2017 milano

L’estate Sforzesca

Dal 9 giugno al 27 agosto sul palco nel Cortile delle Armi del Castello Sforzesco va in scena la quinta edizione di Estate Sforzesca con spettacoli di danza, concerti e rappresentazioni teatrali a ingresso gratuito o a prezzo contenuto.

Per animare le serate milanesi sono in programma musica classica, jazz, folk e pop, spettacoli in cui teatro e musica si mescolano e ancora rivisitazioni di classici e serate dedicate alla danza.

Non mancano esperienze ed eventi speciali come l’intero weekend dedicato a “Il Trono di Spade: l’Inverno al Castello”.

Durante gli spettacoli serali, vicino al palco, è a disposizione del pubblico l’ApeShakespeare To Bee or not To Bee, un progetto dell’ impresa sociale CETEC Dentro/Fuori San Vittore.  Il punto di ristoro mobile, gestito dagli ex-detenuti, si ferma al Castello per tutta la durata dell’Estate Sforzesca dopo aver attraversato le strade di Milano per ristorare gli spettatori con bevande, succhi bio e stuzzichini.

Ricordiamo il divieto di introdurre contenitori e bottiglie di vetro nell’area dedicata all’Estate Sforzesca.

100 anni di scultura a Milano (1815-1915) dai depositi della Galleria d’Arte Moderna

Preceduta dalla campagna di restauro, la mostra presenta una selezione dell’ingente e inedito patrimonio scultoreo della Galleria d’Arte Moderna, conservato in deposito. Ad esso si attingerà per documentare, con 100 opere, la storia della scultura milanese nell’arco di 100 anni (dal 1815 alla Prima Guerra Mondiale) grazie alla presenza di alcuni grandi maestri noti anche all’estero quali Canova, Thorvaldsen, Grandi, Puttinati, Cacciatori, Wildt, Vela.

Curata e diretta dalla Galleria d’Arte Moderna in stretta collaborazione con l’Università Cattolica, l’Università Statale e il Politecnico di Milano, la mostra sarà accompagnata da alcune lezioni e conferenze sul tema del restauro della scultura e da alcuni percorsi nel contesto cittadino, dato lo stretto legame delle opere esposte con alcuni luoghi simbolici dell’Ottocento milanese, quali il Duomo, l’Arco della Pace e il Cimitero Monumentale.

La campagna di restauro e la mostra saranno oggetto di un documentario appositamente realizzato con la  collaborazione della Scuola Civica di Cinematografia di Milano “Luchino Visconti”.
La mostra sarà accompagnata da un ricco catalogo, nel quale si potranno leggere contributi di storici dell’arte e di studiosi di storia urbana che permetteranno di approfondire il tema da diverse angolazioni, oltre alla schedatura scientifica completa di tutte le opere esposte e ad utili biografie degli artisti: un pubblicazione che intende essere un punto di riferimento per gli studi futuri sul tema della scultura dell’Ottocento.

La mostra “100 anni” si presenta come un’occasione imperdibile per conoscere un secolo di scultura milanese, un momento della storia dell’arte ancora in buona parte inesplorato e che riserva numerose interessanti sorprese.

In occasione della mostra, la GAM organizza anche, ogni martedì alle ore 18 in Sala da ballo, una serie di conferenze dedicate ad approfondire i temi della scultura e dell’arte del XIX secolo, il suo rapporto con la città e con l’estero, i suoi protagonisti.

Questo il programma:

  1. Martedì 16 maggio
    Niccolò D’Agati
    Una scultura romantica? La scultura a Milano tra temi letterari e sensibilità moderna
  2. Martedì 23 maggio
    Sergio Rebora
    Nuovi mecenati. La scultura e la committenza nella Milano postunitaria
  3. Martedì 30 maggio
    Omar Cucciniello
    Marmi sulla Senna. La Scuola di Milano a ParigiL’ingresso alle conferenze è libero fino a esaurimento posti.

Milano in Egitto

Il 16 maggio alle ore 18:00 al Museo Archeologico si inaugura la mostra Milano in Egitto – Gli scavi di Achille Vogliano nel Fayum. L’esposizione presenta le scoperte compiute negli anni Trenta del ‘900 da Achille Vogliano, papirologo e professore dell’Università di Milano, in Egitto.

Le campagne di scavo da lui condotte grazie al supporto del Comune di Milano nel Fayum, hanno incrementato notevolmente la conoscenza di quest’area e arricchito la collezione milanese di diversi reperti provenienti dai siti di Tebtynis e Medînet Mâdi.

A Tebtynis sono stati rinvenuti principalmente oggetti di vita quotidiana di cui un nucleo consistente è stato donato al Comune di Milano e papiri,  oggi parte della collezione del Centro Papirologico dell’Università di Milano che in occasione dell’esposizione ne ha concesso in prestito alcuni esemplari; questi materiali ci restituiscono un’immagine vivida della vita di un villaggio egizio di età greco-romana.

A Medînet Mâdi Vogliano scoprì  un importantissimo tempio di Medio Regno (XIX sec. a.C.) dedicato alla dea-cobra Renenutet e al dio-coccodrillo Sobek, ingrandito in epoca greco-romana come tempio dedicato ad Iside-Thermutis. I reperti, principalmente statue e stele che da questo sito Vogliano fece pervenire a Milano in parte come calchi sono notevoli per unicità, per lavorazione e per il loro significato storico-religioso. Si segnalano la statua del fondatore del tempio, il faraone Amenemhat III (ca. XIX sec. a.C.), alcune stele votive, statue (fra cui tre leoni accucciati e una testa regale di sfinge monumentale) e alcuni elementi architettonici. Tali materiali sono al momento ancora pressoché ignoti al pubblico, non essendo esposti nella collezione permanente.

Grazie al materiale di proprietà civica  proveniente dal tempio da lui ritrovato a Medînet Mâdi e dal villaggio di Tebtynis, la mostra si ripercorre l’evoluzione della cultura egizia nel periodo greco-romano, evidenziandone il carattere multietnico e la riuscita integrazione di culture diverse.

La mostra, che si avvale anche della documentazione fotografica degli scavi conservata presso la Civica Biblioteca Archeologica è frutto della collaborazione tra il Civico Museo Archeologico di Milano, il centro papirologico “Achille Vogliano” dell’Università Statale di Milano e la cattedra di Egittologia dell’Università di Pisa, che ha continuato l’indagine archeologica e la valorizzazione del sito di Medînet Mâdi iniziata da Vogliano.

Raccontare l’africa

La mostra indaga l’arte africana oggi, tra Occidentalità e Africanismo, attraversando temi politici, economici e di genere; tra le influenze del mondo che lo circonda e il futuro del continente. L’Africa sarà mai indipendente dall’Occidente? E quali le nuove sfide? I 32 artisti invitati offrono un panorama Subsahariano quadripartito: Dopo l’Indipendenza, Introspezione Identitaria, Generazione Africa, Corpo e Politiche della Distanza.

Accompagna la mostra un ricco programma di visite guidate, incontri, workshop, iniziative per bambini e proiezioni cinematografiche.
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Una mostra Comune di Milano – Cultura, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Silvana Editoriale

A cura di Adelina von Fürstenberg – Video e performance a cura di Ginevra Bria