Gli ETRUSCHI in terra di Arezzo Arezzo Cortona Castiglion Fiorentino Castel Focognano Bibbiena Vai al sito dell'APT di Arezzo The Etruscans in the land of Arezzo
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Magia di un popolo: introduzione
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 Castiglion Fiorentino
 Cripta
 Percorso Archeologico Sotterraneo
 Porta Etrusca
 Casseretto
 Museo Civico
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Museo Civico Archeologico, lastre di gronda dipinte, dal tempio del Cassero (IV sec. a.C.)Chiesa di S. Angelo al Cassero
La cripta

Nella cripta, durante i lavori di restauro della chiesa, sono stati scoperti diversi allineamenti murari caratterizzati da grossi blocchi squadrati pertinenti alla cinta muraria etrusca (IV sec. a.C.). In due vetrine sono stati esposti reperti etruschi arcaici (bucchero, impasto) ed ellenistici (ceramica grigia e a vernice nera) ivi rinvenuti nonché un coperchio di urna cineraria con iscrizione etrusca (III sec. a.C.).

Piazzale del Cassero
Percorso archeologico sotterraneo
Dall’insediamento etrusco alle torri medievali

Il percorso sotterraneo comprende aree indagate nel corso di più campagne di scavo dal 1991 al 2004.
Nel sito si rileva una straordinaria continuità di vita dell’epoca antica, dall’VIII secolo a.C. fino all’epoca medievale.
Le strutture presenti alla prima metà del XIV secolo furono abbattute e portate agli attuali livelli nel quadro delle trasformazioni urbane volute dal Vescovo Tarlati quando il nucleo abitato del Cassero fu trasformato in fortezza.
Di particolare rilevanza appaiono varie strutture murarie pertinenti ad un area sacra etrusca. Sono visibili ambienti articolati annessi al tempio che risulta orientato nord-sud, dalla pianta rettangolare (m 17x22) molto simile a quella dei templi di cui parla Vitruvio nel De Architectura. Il podio era in grossi blocchi di pietra con il pronao munito di quattro colonne poste su due file ed una scalinata di accesso scavata nella roccia. I materiali pertinenti all’apparato decorativo del tetto (ricostruito in Museo) coppi e tegole, lastre architettoniche dipinte con palmette e fiori di loto nei colori nero, bianco e rosso, parte di una sima policroma decorata a rilievo con fregio di gigli bianchi e rose rosse con testa di Gorgone e varie antefisse a testa leonina, riconducono alla metà del IV secolo a.C. Il santuario ha avuto però altre due fasi di vita: la più antica alla fine del VI secolo a.C. e l’ultima al II secolo a.C.

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