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Casentino
Talla, casa di Guido MonacoIl Casentino è l’Alta Valle dell’Arno racchiusa ad est dai monti de La Verna, di Camaldoli e dell’Alpe di Catenaia, ad ovest dalla catena del Pratomagno. Attraversata interamente dal fiume Arno, la valle è ricca di boschi di castagni, faggi, querce e abeti, alberi che sono patrimonio naturalistico del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e che caratterizzano particolarmente due luoghi cari alla spiritualità: Camaldoli con l’Eremo e il Monastero e, nel comune di Chiusi della Verna, il Santuario de La Verna dove San Francesco ricevette le stimmate. La storia di questa valle è strettamente legata ai Conti Guidi di Poppi che costruirono castelli nella stessa località, così come a Romena, Porciano, Montemignaio, Castel San Niccolò.
Capolona è il primo borgo a sud che si apre sul Casentino, da visitare la pieve di Santa Maria Maddalena a Sietina. Subbiano con i resti della torre longobarda che si specchiano nelle acque dell’Arno, poco dopo Castel Focognano e la pieve romanica di Sant’Antonino a Socana con la sua ara etrusca. Talla, borgo montano circondato da foreste nelle quali si possono ancora vedere vestigia dell’abbazia di Santa Trinita. Proseguendo verso nord Chitignano, con i resti del castello degli Ubertini e della Podesteria. Bibbiena, uno dei maggiori centri del Casentino, è ricca di edifici e palazzi medievali e rinascimentali. Interessanti sono la pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, la chiesa di San Lorenzo con terrecotte robbiane, l’Oratorio delle Sacre Stimmate e piazza Tarlati con la torre.
Pieve di San Pietro a Romena, particolare Ortignano Raggiolo con una bella pieve romanica e un Museo della castagna. Poco oltre Poppi con il suo imponente castello e il suo centro storico con l’Oratorio della Madonna del Morbo e l’abbazia di San Fedele. Castel San Niccolò e Montemignaio sono due particolari esempi di borghi arroccati edificati intorno a castelli, ancora oggi visitabili. Pratovecchio, borgo natale di Paolo Uccello è raccolto intorno alla piazza centrale nella quale si affaccia la Propositura. Poco lontano la pieve di San Pietro a Romena e il castello di Romena. L’ultimo paese del Casentino è Stia, dalla caratteristica architettura a portici disposti lungo la via centrale. Sulla piazza è l’elegante pieve di Santa Maria Assunta che custodisce opere di straordinaria bellezza. Adagiata sulla collina è l’imponente torre del castello di Porciano.
Terra questa di antiche tradizioni che ancora oggi rimangono nell'artigianato: il "panno casentinese", tessuto di lana dai colori brillanti come l'arancione e il verde bottiglia, il ferro battuto e la pietra lavorata. La gastronomia offre piatti semplici: piatti di pastori che ricordano la transumanza (la scottiglia o l'acquacotta), piatti contadini come i tortelli di patate e poi ancora formaggi, prosciutto, miele e castagne, tutti oggi utilizzati per far gustare ai visitatori delle ottime portate.
Eremo di Camaldoli The Casentino, the upper valley of the river Arno, is surrounded on the east by the mountains where La Verna, Camaldoli and Catenaia are situated, and on the west by the Pratomagno ridge. This valley is crossed throughout by the river Arno. It is an immense forest of chestnuts, beeches, oaks and firs, trees that constitute the naturalistic heritage of the National Park of the Foreste Casentinesi and characterize in particular two renowned places of worship: Camaldoli with its hermitage and monastery and La Verna, where St. Francis received the stigmata. The history of this valley is closely bound up with the Conti Guidi family of Poppi, who built castles in Poppi, Romena, Porciano, Montemignaio and Castel San Niccolò. Capolona is the southernmost village of the Casentino, with the interesting parish church of Santa Maria Maddalena a Sietina. The road leads then to Subbiano, where one can see the ruins of a Longobard tower reflected in the river Arno, and then to Castel Focognano and to the Romanesque church of Sant'Antonino a Socana, where an Etruscan altar is conserved. Talla is a mountain village surrounded by forests where ruins of one the biggest Benedectine abbeys, Santa Trinita, are still visible. Chitignano with the ruins of the castle of Ubertini and of the Podesteria still visible in the old town centre. Bibbiena, one of the biggest towns in the Casentino, is rich in Medieval and Renaissance buildings. Here are some monuments worth visiting, among which the parish church of Santi Ippolito e Cassiano, the church of San Lorenzo which houses some Della Robbia terracottas, the Oratorio delle Sacre Stimmate and Piazza Tarlati with its tower. Further north are Ortignano and Raggiolo, where a beautiful Romanesque church and the Museum of chestnut can be visited.
Panorama di Poppi A bit further up lies Poppi, with its imposing castle, the Oratory of the Madonna del Morbo and the Abbey of San Fedele, both situated in the old town centre. Castel San Niccolò and Montemignaio are two villages built around castles which can still be visited. Pratovecchio, the birthplace of Paolo Uccello, gathers around the central square dominated by the Propositura. Not far from Pratovecchio are the parish church of San Pietro a Romena and the castle of Romena. Stia, the last town of the Casentino, is renowned for its arcades running along the high street. The square is dominated by the elegant parish church of Santa Maria Assunta, where some fine works of art are conserved. On the slopes of a hill is the imposing tower of the castle of Porciano. This is a land of ancient traditions which still survive in handicraft: the orange/green woollen cloth known as "panno del Casentino", wrought iron and carved stone. The local cuisine offers plain dishes: shepherds' recipes which remind us of transhumance (scottiglia, acquacotta), peasant dishes such as potato tortelli, and then cheese, ham, honey and chestnuts, which are still used today to prepare tasty dishes for visitors.