Si trova in Svizzera il ponte sospeso più lungo del mondo

Se soffrite di vertigini lasciate stare, perché questo ponte sospeso – inaugurato qualche giorno fa in Svizzera –  vi farà star male anche solo a guardarlo, talmente è impressionante.

 

Solo per i più coraggiosi: Lungo 494 metri e largo 65 centimetri, collega Grächen a Zermatt lungo la Europaweg, a un altezza massima di 85 metri. Ovviamente si può percorrere solo a piedi. È stato realizzato in 2 mesi e mezzo.

Una passerella sospesa nel vuoto a 85 metri dal suolo, larga 65 centimetri e lunga ben 494 metri. È il ponte tibetano più lungo del mondo quello che è appena stato inaugurato a Randa, nel Cantone Vallese della Svizzera. Un’infrastruttura costruita a oltre 1600 metri di altitudine in soli due mesi e mezzo, pensata per collegare le località di Graechen a Zermàtt e per regalare agli escursionisti una vista mozzafiato sull’intera vallata circostante.

La struttura semplice, leggera e sicura, stata costruita in soli due mesi e mezzo. Nella Svizzera italiana, si lavora per costruire una struttura lunga 680 metri tra i due versanti della Val Colla che dovrebbe frantumare il record dei vicini Vallesi.

Parte integrante della via panoramica Europaweg, questo ponte incastonato nelle Alpi è stato battezzato con il nome dell’imprenditore Charles Kuonen, che ha finanziato la parte più ingente di questo progetto da 750 mila franchi svizzeri. I possenti cavi d’acciaio su cui si sorregge la struttura garantiscono la più totale sicurezza nella traversata. Unico avvertimento: attenzione ai temporali. E ovviamente alle vertigini, per chi ne soffre.Parte integrante della via panoramica Europaweg, questo ponte incastonato nelle Alpi è stato battezzato con il nome dell’imprenditore Charles Kuonen, che ha finanziato la parte più ingente di questo progetto da 750 mila franchi svizzeri. I possenti cavi d’acciaio su cui si sorregge la struttura garantiscono la più totale sicurezza nella traversata. Unico avvertimento: attenzione ai temporali. E ovviamente alle vertigini, per chi ne soffre.

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